
Scuola di Musica Anton Rubinstein a Roma
La "scuola russa" a Roma
E' difficile parlare della cosiddetta "scuola pianistica
russa", cercare di spiegarla, pretendere di conoscerla
fino in fondo.
Più che di una scuola, dovremmo parlare di un pensiero,
di una filosofia, di un modo di porsi verso la musica e verso
l'arte. In principio esistevano più correnti di questa
filosofia musicale, indubbiamente tutte valenti e con un grande
bagaglio storico e culturale. Tutti, però, concordano
sul fatto che il ramo più brillante e illuminato sia
sempre stato quello fondato e guidato dal grande Maestro Heinrich
Gustavovich Neuhaus. Dalla classe di questo luminare sono
usciti i più grandi pianisti del XX secolo, basti citare
nomi come Sviatoslav Richter, Emil Gilels, Radu Lupu, Stanislav
Neuhaus, Evgenij Malinin, Lev Naumov, Vladimir Krainev, Elissò
Virdsaladze e tantissimi altri.
Il credo della filosofia di H. Neuhaus era: tutto per la
Musica, l'Arte innanzitutto. Tutto, lo strumento, il pianista,
anche il brano stesso diventano solo un mezzo per raggiungere
l'irraggiungibile (l'arte). L'insegnamento del M° Neuhaus
invita a non perdere mai di vista la Musica (la vera meta),
neppure per un istante, e, seguendo le "richieste"
di questa, risolvere tutti gli altri problemi, tecnici e non.
Quindi, siamo noi a prendere la forma del brano musicale:
il corpo si adatta alle necessità della musica e diventa
il contenitore dell'idea musicale.
Un lavoro su un progetto musicale assolutamente diverso da
qualsiasi altro metodo, che tocca nella giusta misura tutti
gli elementi necessari e, cosa più importante, porta
direttamente verso la meta più elevata.
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